fan-gamble.com lesbian dating sites

La mostra

permanente.

Gino del Fabbro, nativo di Pierabech, dopo l’apprendistato compiuto presso il fotografo di Comeglians Umberto Candoni, nel 1951 avvia un’attività in proprio con sede a Forni Avoltri. Alterna i tipici servizi da studio fotografico, quali la realizzazione di fototessere, servizi per i matrimoni, sviluppo, stampa e vendita di materiale fotografico, con lavori in esterno per documentare avvenimenti e soprattutto il territorio della Carnia, per conto di una committenza sia pubblica sia privata. Svolge incarichi per il Corpo Forestale dello Stato e per l’Esercito Italiano. Tra i clienti privati ci sono le industrie carniche, come la “Goccia di Carnia”, con stabilimento produttivo a Pierabech, le segherie, come la “Candido”, anch’essa di Forni Avoltri, oggi non più attiva, le società che gestivano le cave di marmo e le miniere sul Monte Avanza e i famosi biscotti “Esse di Raveo”.

Svolge incarichi per il Corpo Forestale dello Stato e per l’Esercito Italiano.
In questa occasione si è voluto puntare l’obiettivo sulla sua produzione di carattere sociale..

Come è strutturata la mostra

40La mostra mira a scrivere una nuova pagina della conosciuta figura di Gino Del Fabbro, proponendosi come il nuovo indice di alcuni temi particolari del variegato e vastissimo archivio dell’Autore. Se in passato esposizioni e pubblicazioni si sono concentrate molto sugli aspetti legati alla rappresentazione del paesaggio, in questa occasione si è voluto puntare l’obiettivo sulla produzione di carattere sociale. Al racconto lirico delle sue celebri vedute alpine si somma un’intera produzione che racconta la vita comunitaria di Forni Avoltri e della Carnia, indubbiamente meno valorizzata e meno conosciuta, ma di inestimabile valore storico-sociale. Attraverso le lenti dei suoi obiettivi, si celebrano tradizioni, feste religiose, momenti di svago, riti di passaggio, si descrivono i cambiamenti urbanistici, le strutture ricettive e le attività ricreative e si rappresenta la committenza pubblica e industriale, alternando a immagini in bianco e nero fotografie a colori che coprono l’arco temporale dagli anni Cinquanta all’inizio degli anni Ottanta. È su questi aspetti, meno noti ma altamente significativi, della produzione di Del Fabbro, che i due curatori della mostra, Elisa Bertaglia e Stefano Perulli, si sono voluti concentrare. L’esposizione rientra nel più ampio progetto di riordino, digitalizzazione e catalogazione dell’intero archivio fotografico che l’Amministrazione comunale auspica, con il contributo di sponsor pubblici e privati, di poter proseguire in tempi brevi. Parte dell’archivio è infatti già catalogato e disponibile on line in SIRPAC – Sistema Informativo Regionale del Patrimonio Culturale, gestito dal Centro regionale di catalogazione e restauro di Villa Manin di Passariano.

La mostra permanente

La mostra permanente è situata nell’ex sede comunale di Forni Avoltri, in uno dei più antichi edifici del paese. Nasce per l’amore verso le proprie radici e per la storia di questa comunità di molti paesani che hanno progressivamente raccolto e donato il materiale esposto.

Si sviluppa su tre piani collegati da un ascensore: al piano primo è situata la mostra “Cemuot che Erin”, al secondo l’esposizione sulla Grande guerra a forni Avoltri, mentre al terzo si trova la collezione fotografica di Gino del Fabbro, una sala esposizioni attrezzata per conferenze e lezioni didattiche.

Orari di apertura e informazioni

Aperto nei mesi di luglio ed agosto.

Dal martedì al sabato: 17:00 – 18:30 | 20:30 – 22.00

Domenica: 10:00 – 12:00 | 16:00 – 18:30

Lunedì chiuso. Ingresso libero.

Per eventuali aperture strordinarie (es.nel periodo natalizio), rivolgersi preventivamente alla pro-loco di Forni Avoltri (0433 72202) o a CarniaMusei.

log