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Collezione etnografica

Cemùot chi érin.

“Cemùot chi érin” significa “Come eravamo”, nella melodiosa variante del friulano di Forni Avoltri, che ha saputo conservarsi intatta per secoli, con i suoi vocaboli, spesso perduti in altre località, così come nella caratteristica terminazione delle parole in “o”. Come la lingua conserva le tracce del suo passato, così la mostra etnografica testimonia il desiderio di tramandare alle generazioni future “come eravamo”, ricostruendo piccole tracce della storia e delle genti che hanno vissuto in questo remoto lembo della Carnia, maestosamente incorniciato dalle Alpi Carniche. La stessa genesi dell’esposizione dimostra la volontà di creare una testimonianza della cultura popolare di Forni Avoltri. Essa è nata a seguito di un’iniziativa temporanea: nell’inverno del 1992, alcuni paesani avevano deciso di abbellire la borgata di Cjamp con un presepio tipicamente cjargnel, ossia carnico, all’aperto, utilizzando pupazzi di gommapiuma vestiti con gli abiti tipici locali, ricreando i personaggi caratteristici del luogo. I pupazzi sono poi stati trasferiti presso l’ex sede municipale, in una delle case più antiche di Forni Avoltri. Attorno ad essi sono stati via via raccolti oggetti, arredi e attrezzi da lavoro, recuperati e donati dalle famiglie di Forni e delle sue frazioni, che raccontano con sensibilità e precisione la quotidianità, i riti e le tradizioni dei fornesi dal 1800 sin dopo le guerre mondiali.

“Cemùot chi érin” significa “Come eravamo”, nella melodiosa variante del friulano locale.
capi di corredo esposti erano tutti ricamati a mano in preparazione del matrimonio.

Come è strutturata la mostra

L’allestimento è stato studiato raccogliendo gli oggetti per temi specifici: cucina, camera da letto, malga e fienagione, vari mestieri, corredo. La camera da letto e la cucina illustrano i momenti principali della quotidianità in famiglia, le consuetudini e i rituali; la malga, la fienagione e gli altri mestieri rappresentano invece le attività fondamentali su cui si basava la vita economica e sociale dei paesi di montagna. Nella cucina, attraverso i mobili e gli oggetti viene ricostruita la vita familiare nei vari momenti della giornata; il ferâl (la lanterna), lu brustulìn (il tostaorzo), lu pestosâl (il pestello), lu puartosâl (portasale), lu lavé (il secchio) evocano ritmi ed attività del passato, difficoltà e piccole gioie. La camera da letto è costituita del letto con decori a intarsio, sul quale è appoggiato lu paiòn (il materasso riempito di foglie di pannocchia) e lu scjaldin (lo scaldaletto). La scuno (la culla), lu comodìn (il comodino) ed altri oggetti completano l’arredo della stanza. I mestieri e le altre attività domestiche vengono illustrati dai principali attrezzi da lavoro: lu gei (la gerla) e lu màmol (treppiede in legno su cui veniva appoggiata la gerla), lu mulignel (l’arcolaio) e lu sgartaz (il cardo), la falc (la falce) lu codâr e la cûot (portacote e cote)…Completa la mostra l’esposizione dei capi di corredo, tutti ricamati a mano, come i corpetti, le sottovesti, i vestiti da giorno che le ragazze nubili confezionavano, in preparazione del matrimonio e i corredini per i neonati.

La mostra vi proietta nella tipica atmosfera di una casa di montagna di fine ottocento.
Gli “Scarpets” sono delle tradizionali calzature originarie della Carnia.

La mostra permanente

La mostra permanente è situata nell’ex sede comunale di Forni Avoltri, in uno dei più antichi edifici del paese. Nasce per l’amore verso le proprie radici e per la storia di questa comunità di molti paesani che hanno progressivamente raccolto e donato il materiale esposto.

Si sviluppa su tre piani collegati da un ascensore: al piano primo è situata la mostra “Cemuot che Erin”, al secondo l’esposizione sulla Grande guerra a forni Avoltri, mentre al terzo si trova la collezione fotografica di Gino del Fabbro, una sala esposizioni attrezzata per conferenze e lezioni didattiche.

Orari di apertura e informazioni

Aperto nei mesi di luglio ed agosto.

Dal martedì al sabato: 17:00 – 18:30 | 20:30 – 22.00

Domenica: 10:00 – 12:00 | 16:00 – 18:30

Lunedì chiuso. Ingresso libero.

Per eventuali aperture strordinarie (es.nel periodo natalizio), rivolgersi preventivamente alla pro-loco di Forni Avoltri (0433 72202) o a CarniaMusei.

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